Mediazione obbligatoria

La mediazione è uno strumento alternativo di risoluzione delle controversie introdotto, in materia civile e commerciale, con il d.lgs. 28 del 2010.
L’ art. 1 definisce precisamente la mediazione: “ l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”.
Il mediatore è: “la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo”;
La conciliazione è: “la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione”.
La mediazione può essere obbligatoria (imposta dalla legge),facoltativa (rimessa alla volontà delle parti), negoziale (prevista da una clausola contrattuale).
La procedura di mediazione ha una durata massime di tre mesi.
Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’organismo.

Il nuovo articolo 5 del d.lgs. 28/2010, riformato dal DL 69 del 21 giugno 2013 (c.d. decreto del fare), convertito con legge n.98 del 2013, pubblicata in G.U. il 20 agosto, prevede che in determinate materie vertenti su diritti disponibili, un soggetto che intenda tutelare mediante un giudizio diritti che ritiene lesi, depositi preliminarmente ed obbligatoriamente un’istanza presso un organismo competente territorialmente (“un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia”).

Le materie per le quali è previsto tale obbligo sono:

  1. condominio
  2. diritti reali
  3. divisione
  4. successioni ereditarie
  5. patti di famiglia
  6. locazione
  7. comodato
  8. affitto di aziende
  9. risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità
  10. contratti assicurativi, bancari e finanziari

Al di fuori dei suddetti casi, un soggetto può avviare una procedura facoltativa di mediazione, purchè la controversia verta su diritti disponibili.
L’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa.
Il primo incontro preliminare, informativo, della procedura di mediazione costituisce condizione di procedibilità.
Al primo incontro preliminare ed ai successivi incontri, le parti devono essere presenti.
“Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato”.
“Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento”.
Se le parti, di comune accordo, decidono di avviare la procedura di mediazione ed “è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del procedimento”.
Nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione, salvo le spese di avvio della procedura.
Nel caso di avvio della procedura in senso stretto, le parti sono tenute a versare all’organismo un’indennità secondo le tabelle ministeriali.
“Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile”.
“Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio”.
Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l’accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell’ordine pubblico.
“Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a ciò finalizzati, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 55-bis del codice deontologico forense”.
“Alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà”.